Il no Ue alla manovra. Ora cosa succede?

Si tratta di una “prima” per l’Italia . La Commissione europea ha respinto, nel pomeriggio di ieri, la bozza del progetto di bilancio del Governo italiano.
Un no drastico è arrivato dai commissari Ue Pierre Moscovici e Valdis Dombrovskis, i quali hanno rispedito al mittente i chiarimenti ritenuti non convincenti per far accettare nel 2019 il deficit al 2,4% del Pil. Un mancato rispetto, particolarmente grave – commenta il vicepresidente della Commissione europea – della raccomandazione all’Italia del 13 luglio scorso.
Da Strasburgo un monito chiaro sul debito italiano che non consente di produrre ulteriore deficit.
Ora il Governo avrà tre settimane per presentare un nuovo documento di bilancio, modificando, ovviamente, i target contestati. Ma le intenzioni non sembrano queste. Il ministro Giovanni Tria, infatti, ha ribadito l’intenzione di portare il deficit 2019 al 2,4%, confermando la possibilità che le iniziative della manovra facciano crescere il Pil dell’1,5% nel 2019, con l’effetto di mantenere il debito a bada nonostante l’extra-disavanzo.
L’incognita crescita è investita, altresì, dall’instabilità dei mercati e della scarsa fiducia nei titoli emessi dal nostro paese. Infatti un’ulteriore salita del differenziale tra Btp e Bund tedeschi potrebbe vanificare le stime al rialzo previste dalla manovra.
In caso di “non-modifiche”, si aprirebbero fronti scivolosi. L’Italia andrebbe incontro con buona probabilità a una procedura per mancato rispetto della regola sulla riduzione del debito, che darebbe i suoi responsi verosimilmente nella primavera del 2019. Conformemente ai trattati dell’Ue, la Commissione, infatti, potrà adire le vie legali attraverso una procedura di infrazione contro il nostro Paese per non attuazione del diritto dell’Unione. La stessa potrà deferire il caso alla Corte di Giustizia che, in alcuni casi, può imporre anche sanzioni pecuniarie.

E ora?

Le prossime tappe
  • Il 26 ottobre, l’agenzia di rating Standard&Poor’s aggiornerà la sua valutazione sui titoli di Stato. Un declassamento potrebbe portare a una nuova fiammata dello spread.
  • Il 5 novembre: il “caso Italia” sarà sul tavolo dell’Eurogruppo. In quella data è programmata a Bruxelles una riunione a livello decisionale dei ministri finanziari.
  • La Commissione, l’8 novembre, pubblicherà le previsioni economiche aggiornate.
  • Il 13 novembre sarà il termine ultimo per presentare a Bruxelles una nuova bozza della legge di bilancio.
  • E infine, il 21 novembre la Commissione pubblicherà il parere definitivo sulla legge di bilancio.

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